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Di Molino Giorgio
Il mese di Maggio è il mese delle rose, e per poter vedere la più bella fioritura di diverse varietà è bene fare una visita a Monaco Montecarlo al giardino delle rose creato da Ranieri III in memoria della moglie Grace Kelly I principali floricoltori di diverse nazioni hanno collaborato alla realizzazione del giardino con la creazione di varietà di rose.
Veduta parziale del giardino
Vediamo alcune rose che ho fotografato:
Secondo i ritrovamenti fossili effettuati negli Stati Uniti, e più precisamente in Colorado ed Oregon, la sua comparsa sulla terra avvenne circa 4 milioni di anni fa ma notizie più precise riguardo, soprattutto all'interessamento dell'uomo per queste piante, si hanno in epoche relativamente più recenti: 5.000 anni fa la rosa era coltivata dai Sumeri ma non è escluso che già l'uomo preistorico avesse scoperto le ottime proprietà nutrizionali dei suoi frutti dal gusto piacevole e ricchi di Vitamina C. Nell'antico Egitto le rose erano consacrate alla dea Iside e corone di R. Richardii, detta anche Rosa santa di Abissinia, facevano parte dei tesori sepolti con i defunti; presso gli antichi Greci era grandemente apprezzata tanto da essere decantata da Omero come simbolo della bellezza femminile Nell'antica Roma per la rosa, vi era una vera passione anche se ad appannaggio dei ricchi che nei loro giardini le coltivavano e le usavano per ornare i banchetti. Con la caduta dell’impero romano bisogna arrivare fino al Medio Evo, per ritrovare, nel Vecchio Continente, un vivo interesse per la rosa, in particolare con l’arrivo, in Europa, grazie ai pochi crociati di ritorno dalla guerra santa, della Rosa gallica ‘Officinalis’ che a quel tempo venne usata come pianta medicinale e per questo coltivata prima nei giardini dei conventi, e nei primi Orti Botanici come per esempio quelli di Padova e Pisa, fondati nel 1540 e poi, grazie alla capacità dei suoi petali di conservare il profumo anche dopo l’essiccazione, in Francia, nella regione di Provins, per la produzione di profumo, acqua di Rose e della famosa Conserva di Rose di Provins.
E' tra Settembre e Novembre che si decide il futuro dei
rosai, da come e quando verranno effettuati i nuovi impianti,
le potature. Dalle operazioni di talea dipendono salute e Piantumazione. Il periodo utile per l'impianto dei rosai coincide con quello dell'assenza delle foglie, a meno di utilizzare piante coltivate in vaso. Ovviamente il clima delle singole zone permetterà di determinare meglio la data iniziale e conclusiva di tale periodo. E' dannoso piantare prima della completa caduta delle foglie poiché le foglie hanno il compito di traspirare ciò che rimane della soluzione acquosa assorbita dalle radici. Quando le radici vengono tolte dal terreno e non possono più svolgere la loro azione mentre le foglie e gli altri tessuti verdi continuano a traspirare, si verifica un dannoso squilibrio. L'impianto deve essere effettuato alla fine dell'inverno, quando la temperatura, in ascesa, favorisce lo sviluppo delle foglie e le radici, anche a causa del recente trauma da trapianto, non sono ancora in attività.
Nelle zone a clima temperato-caldo, l'impianto va effettuato entro la fine di gennaio. In regioni con inverni più freddi (ex: clima di Roma), il periodo favorevole all'impianto si conclude a metà febbraio. Infine, in località caratterizzate da clima sub-continentale (ex: clima di Milano) è opportuno un impianto tardivo, entro marzo. Tale operazione è da evitare quando il terreno è gelato o presenta ristagni di pioggia. I rosai non hanno particolari esigenze: preferiscono terre tendenzialmente argillose, prosperano in terreni con reazione chimica da sub-alcalina a sub-acida. Le regole da ricordare. È opportuno che nelle aiuole destinate ad accogliere le nuove piante non siano stati coltivati altri rosai in anni immediatamente precedenti. Per l'impianto di rosai a cespuglio la zappatura del terreno deve raggiungere i 35 cm di profondità. Per i rosai sarmentosi si devono predisporre buche da cm 60 x 60.
Rosai a cespuglio. La loro potatura, nelle località con clima temperato, è bene effettuarla quando la fioritura autunnale è in via di esaurimento. Tale accorgimento permetterà alle rose di utilizzare i periodi di clima mite e, quindi, di anticipare leggermente la fioritura primaverile. Nelle zone a clima litoraneo (ad esempio Roma) la potatura deve finire prima che la nuova vegetazione sia evidente, quindi nella prima metà di febbraio. In regioni più fredde, con un primo intervento verranno eliminate le porzioni di ramo non lignificate, i rami esili e quelli che tendono verso l'interno del cespuglio; superato il pericolo dei geli forti si provvederà all'accorciamento e al livellamento dei rami legnosi. Ogni taglio deve essere praticato pochi millimetri al disopra di una gemma tendente verso l'esterno del cespuglio. Visibili o latenti, le gemme si trovano ad ogni "nodo" del ramo. Ricordate di:
Rosai sarmentosi (rampicanti). I rosai sarmentosi sono divisi in due categorie: quelli con rami flessibili e quelli con legno più rigido, spesso mutazione di analoghe varietà a cespuglio. I rosai sarmentosi del primo tipo, se caratterizzati da un'unica fioritura tardiva ("Excelsa", "American Pillar"), si potano eliminando totalmente i sarmenti invecchiati o soffocati dai nuovi. E' consigliabile l'eliminazione dei sarmenti invecchiati. Un accorciamento parziale produrrebbe una disdicevole divergente crescita della nuova vegetazione. Talee. I vivaisti moltiplicano i rosai quasi esclusivamente mediante l'innesto. Generalmente, il dilettante non ama questa pratica sia perché la considera troppo difficile per le proprie capacità. La talea in verità non presenta particolari difficoltà, c'è solo bisogno di procurarsi un rametto della varietà prescelta. Un avvertimento: la percentuale di riuscita nelle talee è assai variabile. Si riesce abbastanza presto a stabilire quali sono i rosai con buone percentuali di attecchimento. In linea di massima, le varietà antiche si moltiplicano per talea più facilmente di quelle recenti; tra queste ultime, le varietà con fiori a mazzi forniscono percentuali più alte di quelle uniflore; tutti i rosai sarmentosi danno buoni risultati. Come procedere. La talea è una porzione di ramo lignificato giovane, recisa sotto un nodo e al disopra di una gemma. Poiché è indispensabile che la talea emetta le radici prima di produrre i germogli, bisogna utilizzare massicciamente gli strumenti nebulizzanti al fine di nutrire la pianta non radicata. La piantagione: Il periodo migliore per mettere a dimora un cespuglio di rose inizia nel mese di novembre e si conclude alla metà del mese di aprile. I vasi: La prima cosa da procurarsi è un bel vaso capace, preferibilmente in terra cotta, che dovrà essere riempito di buona terra. Il rosaio ama di preferenza la terra argillosa. Trovare questo tipo di terra è molto semplice, tutti i floricoltori bene attrezzati preparano speciali confezioni in sacchi di plastica con la terra già concimata. Sistemate quindi il vostro vaso in un luogo bene esposto al sole, dato che la rosa vuole molto aria e tanto sole. Se avete intenzione di coltivare le specie rampicanti, pensate in tempo ai tralicci, o collocate il vaso nelle vicinanze del muro o in posti dove nuovi sarmenti si possano attaccare con facilità. Sara bene ribadire che le piante di rosa hanno un forte sviluppo delle radici e che pertanto i vasi devono essere veramente capaci. La profondità minima deve essere di circa 60 cm. Se vi è possibile, sistemate sul fondo, dopo uno strato di terra un po' di concime, altrimenti usate quello speciale per i rosai. Ricordate però che il concime deve essere ricoperto con dell’altra terra per almeno 5 o 6 cm, purché le radici, e in particolare quelle nuove, non devono trovarsi a contatto diretto con il concime, che rovinerebbe rapidamente tutto il vostro lavoro. Il drenaggio: Altro accorgimento indispensabile per la buona salute delle rose è quello di provvedere a un buon drenaggio. Collocate in fondo al vaso, in prossimità del foro di scolo uno strato di ghiaia minuta che servirà da filtro ed eviterà i ristagni d’acqua, tanto dannosi alla pianta.
Testi dei rispettivi proprietari. Immagini di Giorgio Molino. Pagina realizzata da Giorgio Molino. |
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