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Di Forlì Giancarlo e Napolitano Palma il barolo, la vinificazione, invecchiamento, Cenni storici Il Vino Barolo prende il nome dalla nobile famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che ne iniziarono la produzione nei loro vigneti. Si racconta che un giorno la marchesa Falletti offrì al re Carlo Alberto, 300 carrà di Barolo, perché il Re aveva espresso il desiderio di assaggiare quel "suo nuovo vino"; l'omaggio passò alla storia: le carrà erano infatti botti da trasporto su carro, della capacità di circa 600 litri (12 brente). Carlo Alberto rimase così entusiasta del vino avuto in dono che decise di comprare la tenuta di Verduno per potervi avviare una sua produzione personale. Il Barolo è stato più volte definito il re dei vini; nobile e generoso conosciuto in Italia ed all'estero per la sua austerità, ricchezza di sapori e di aromi. Il Barolo è apprezzato per la cultura, la tradizione e il duro lavoro che ha in sé : grazie all'alta qualità, questo prodotto mantiene la presenza sul mercato, ottiene ulteriori consensi e riscuote conferme d'immagine oltre che di gradimento in campo nazionale ed internazionale. Prodotto a sud-ovest di Alba, su un territorio dalla dolci colline, ripide di tanto in tanto, il Barolo è un vino dalle singolari e preziose caratteristiche determinate dal complesso profilo geologico della zona. Oggi quella del Barolo è la denominazione italiana di maggior pregio e i due castelli che hanno visto la sua nascita, quello dei Marchesi di Barolo, e quello del conte di Cavour, sono sedi di importanti enoteche.
L'uva - l'uva è quella prodotta dal vitigno
Nebbiolo. Sono autorizzate le sottovarietà Lampia, Michet e Rosè. Il vitigno - vigoroso e dal rapido accrescimento. Necessita per questo di criteri particolari di potatura. Le foglie sono di media grandezza, trilobate o anche pentalobate. La produzione è buona, anche se talvolta incostante in relazione delle annate e delle sottovarietà.
La vinificazione - avviene con una adeguata
macerazione. Ultimato il processo di trasformazione, il vino necessita di
invecchiamento. Di colore rosso granato con riflessi aranciati, al naso si
presenta intenso e persistente, ovvero con un patrimonio olfattivo
eccezionalmente complesso, che tende a prediligere, a seconda dello stato
evolutivo, note fruttate e floreali come viola e vaniglia o note terziarie come
goudron e spezie.
Invecchiamento: Minimo 3 anni a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 2 in botti di rovere o castagno. Se invecchiato per un periodo minimo di 5 anni, cui almeno 2 in botti di rovere o castagno, può fregiarsi della dicitura Riserva.
Il vino Barolo trova il giusto abbinamento con piatti come arrosti di carne
rossa, brasati, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e
stagionati. Ovviamente, questo vale per tutti i "grandi", può essere
classificato anche come vino da meditazione. Abbinamenti cibo- vino: quale il
giusto connubio? Elaborare al meglio un abbinamento eno- gastronomico è
importante, perchè serve ad armonizzare il gusto di un cibo a quello di un vino
in modo da ottenere una valorizzazione reciproca ed esaltare le caratteristiche
di entrambi. Qualifica: Denominazione di Origine Controllata e Garantita Zone di produzione: In provincia di Cuneo, in Piemonte, comprende i territori dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba e parte dei territori dei comuni di La Morra, Monforte d'Alba, Roddi, Verduno, Cherasco, Diano d'Alba, Novello e Grinzane Cavour Realizzato da Palma & Giancarlo: scriveteci a gianka74@hotmail.com copyright su immagini e testi dei rispettivi proprietari;
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