Il Re dei vini


Di Forlì Giancarlo e Napolitano Palma

Castello Falletti

il barolo, la vinificazione, invecchiamento,

Cenni storici

Il Vino Barolo prende il nome dalla nobile famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che ne iniziarono la produzione nei loro vigneti. Si racconta che un giorno la marchesa Falletti offrì al re Carlo Alberto, 300 carrà di Barolo, perché il Re aveva espresso il desiderio di assaggiare quel "suo nuovo vino"; l'omaggio passò alla storia: le carrà erano infatti botti da trasporto su carro, della capacità di circa 600 litri (12 brente). Carlo Alberto rimase così entusiasta del vino avuto in dono che decise di comprare la tenuta di Verduno  per potervi avviare una sua produzione personale.

Il Barolo è stato più volte definito il re dei vini; nobile e generoso conosciuto in Italia ed all'estero per la sua austerità, ricchezza di sapori e di aromi.

Il Barolo è apprezzato per la cultura, la tradizione e il duro lavoro che ha in sé : grazie all'alta qualità, questo prodotto mantiene la presenza sul mercato, ottiene ulteriori consensi e riscuote conferme d'immagine oltre che di gradimento in campo nazionale ed internazionale. Prodotto a sud-ovest di Alba, su un territorio dalla dolci colline, ripide di tanto in tanto, il Barolo è un vino dalle singolari e preziose caratteristiche determinate dal complesso profilo geologico della zona. Oggi quella del Barolo è la denominazione italiana di maggior pregio e i due castelli che hanno visto la sua nascita, quello dei Marchesi di Barolo, e quello del conte di Cavour, sono sedi di importanti enoteche.

 

L'uva - l'uva è quella prodotta dal vitigno Nebbiolo. Sono autorizzate le sottovarietà Lampia, Michet e Rosè.
Matura tardivamente verso la fine di ottobre. I grappoli sono di colore blu intenso, tendono al grigio per l'abbondante cera che riveste gli acini. La loro forma è allungata, piramidale, con acini piccoli, sferici e dalla buccia consistente.

Il vitigno - vigoroso e dal rapido accrescimento. Necessita per questo di criteri particolari di potatura. Le foglie sono di media grandezza, trilobate o anche pentalobate. La produzione è buona, anche se talvolta incostante in relazione delle annate e delle sottovarietà.

 

La vinificazione - avviene con una adeguata macerazione. Ultimato il processo di trasformazione, il vino necessita di invecchiamento. Di colore rosso granato con riflessi aranciati, al naso si presenta intenso e persistente, ovvero con un patrimonio olfattivo eccezionalmente complesso, che tende a prediligere, a seconda dello stato evolutivo, note fruttate e floreali come viola e vaniglia o note terziarie come goudron e spezie.
In bocca le componenti "dure" (acidità,
tannini, sali) risultano piacevolmente equilibrate da quelle "morbide" (alcoli e polialcoli), con una intensità e persistenza eccezionali che fanno del Barolo un vino potente, elegante e di grande personalità. È curioso sottolineare che, nonostante i comuni indicati siano molto vicini tra loro, esistono delle differenze organolettiche significative che contraddistinguono i vini prodotti nelle varie località , tutto ciò ovviamente contribuisce ad alimentare quel campanilismo tipicamente italico.

 

 

Invecchiamento: Minimo 3 anni a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 2 in botti di rovere o castagno. Se invecchiato per un periodo minimo di 5 anni, cui almeno 2 in botti di rovere o castagno, può fregiarsi della dicitura Riserva.

 

Abbinamenti consigliati       

Il vino Barolo trova il giusto abbinamento con piatti come arrosti di carne rossa, brasati, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e stagionati. Ovviamente, questo vale per tutti i "grandi", può essere classificato anche come vino da meditazione. Abbinamenti cibo- vino: quale il giusto connubio? Elaborare al meglio un abbinamento  eno- gastronomico è importante, perchè  serve ad armonizzare il gusto di un cibo a quello di un vino in modo da ottenere una valorizzazione reciproca ed esaltare le caratteristiche di entrambi.
Stabilire precise regole di abbinamento non è facile: sia il vino che il cibo sono sostanze complesse che possono dare sensazioni gustative ed olfattive molto diversificate; infatti, mentre il sapore dei cibi dipende sia dagli ingredienti usati che dalle modalità di preparazione della pietanza (una maggiore cottura conferisce un sapore più amaro, l'utilizzo di spezie conferisce sensazioni aromatiche, eccetera), le caratteristiche organolettiche di un vino dipendono dal vitigno utilizzato, dai diversi tipi di terreni e condizioni climatiche, oltre che dai diversi stili di produzione (per esempio l'invecchiamento in botti di legno rende un vino più corposo e morbido). Questo comporta da una parte l'esigenza di ricorrere ad esperti, dall'altra l'opportunità di dare indicare solo generalmente la tipologia di vino da utilizzare. Come regola generale in un buon abbinamento il vino non deve predominare sul piatto e viceversa: il corpo del vino deve essere adeguato alla struttura della pietanza; un piatto dal sapore delicato richiede un vino "leggero", mentre un piatto ricco richiede un vino ben strutturato.

Qualifica: Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Zone di produzione: In provincia di Cuneo, in Piemonte, comprende i territori dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba e parte dei territori dei comuni di La Morra, Monforte d'Alba, Roddi, Verduno, Cherasco, Diano d'Alba, Novello e Grinzane Cavour

Realizzato da Palma & Giancarlo: scriveteci a gianka74@hotmail.com

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Realizzazione a cura degli allievi del Corso Multimediale del CTP per l'a.s. 2008/2009.
Data ultima pubblicazione: maggio 2009