Le Orchidee

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pagina a cura di: Ferraris Renata

Le Orchidee

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Tecniche di coltivazione 

"Noi siamo Orchidee - dicono da sole-, nulla ci può essere contrapposto capace di occultarci; nè occorre che spendiate molte delle vostre fatiche, o signori floricoltori, perchè noi si mostri le nostre virtù, non ci occorre terra, non ci necessita superficie, inutili le vostre premure, lasciateci quassù a cavallo di questo ospitale pezzo di legno morto, lasciate che le nostre radici penzolino nell'aria, lasciateci in gran pace, non desideriamo altro che acqua dalle vostre mani, visto che ci avete tolte dalle nostre patrie dove il cielo ci assisteva come ci conveniva; limitatevi a gustarci se avete occhi per vedere, narici per percepire, animo per sentire"  (Masera - Floricoltura - Utet 1970)

ANNAFFIATURA ED UMIDITA'

In ambienti riscaldati e durante la stagione calda, l'irrigazione deve avvenire da 2 a 4 volte la settimana, mentre nella stagione fredda si può ridurre ad una volta la settimana, soprattutto per le epifite, a meno che non siano coltivate sospese per cui, essendo esposte all'aria, hanno bisogno di più interventi irrigui. Per le specie originarie di zone con periodi siccitosi, è bene sospendere le innaffiature in corrispondenza di questi periodi; inoltre le specie dotate di pseudobulbi possono immagazzinare acqua anche per lunghi periodi.

Molto dannosi sono gli eccessi idrici che provocano ingiallimenti e degradazioni dei pseudobulbi, con fuoriuscita delle radici dal vaso.

E' inoltre importantissimo evitare che l'acqua ristagni nelle foglie o nei fiori, provocando così dei marciumi; si consiglia di usare acqua piovana e non di rubinetto, che contiene cloro a cui le Orchidee sono particolarmente sensibili.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

In genere le Orchidee prediligono substrati tendenzialmente acidi, soffici e ben aerati, poveri di elementi minerali; i materiali tendenzialmente impiegati sono costituiti da miscugli di torba, sfagno (muschio che cresce nelle torbiere), foglie e corteccia di conifere, radici di felci, terra di bosco.

Mentre per le specie epifite il substrato ha principalmente una funzione di sostegno, per le specie terrestri ha una funzione trofica (nutritiva).

Molto spesso le specie epifite o semiepifite vengono coltivate sospese in cestini di legno o filo metallico, su "zattere" di corteccia miste a materiali spugnosi, che mantengono ottimali i livelli di umidità intorno alle radici.

CONCIMAZIONE

In genere le orchidee sono poco esigenti in elementi nutritivi; la soluzione nutritiva ottimale deve contenere il doppio dell'azoto rispetto al fosforo e al potassio e va sostituita con una frequenza variabile da 7-15 giorni a 3-4 settimane, a seconda delle esigenze della specie e del periodo stagionale.

MOLTIPLICAZIONE

Nella pratica floricola le Orchidee vengono riprodotte per seme o propagate vegetativamente per divisione delle piante adulte o per coltura di apici meristematici. Data la complessità di queste operazioni e la necessità che queste si svolgano in ambienti particolari, non è possibile effettuarle nella propria casa.

PARASSITI E MALATTIE

Poiché la maggior parte delle Orchidee coltivate in serra e vendute come piante d'appartamento sono originarie di zone tropicali o subtropicali, oppure sono ibridi ottenuti in vivaio con particolari tecniche di fecondazione incrociata tra specie e generi diversi, non trovano nei nostri ambienti i loro naturali parassiti e i vettori di specifiche malattie. Per questo motivo sono quindi soggette per lo più a fisiopatie, cioè ad alterazioni provocate da condizioni di temperatura, luce ed umidità non favorevoli al loro armonico sviluppo.

Il fattore luce, se non adeguato, manifesta i seguenti danni nelle piante:
-formazione di germogli deboli e sottili
mancata formazione di gemma florale-
-accartocciamento delle foglie
sono sintomi di illuminazione insufficiente, a cui si può rimediare con l'illuminazione artificiale. Nei mesi invernali si dovrebbero alternare 12 ore di luce con 12 ore di buio.
 

Viceversa:
- ingiallimento e appassimento delle foglie
-comparsa di anomala colorazione rossa nelle foglie
- decolorazione e deformazione dei fiori

Fattore umidità

-ingiallimento delle foglie
-degradazione dei pseudobulbi
- fuoriuscita delle radici dal vaso dipendono in genere da eccessiva innaffiatura, anche con acqua non a temperatura ambiente o ricca di cloro o anche da un'eccessiva umidità ambientale.

Fattore temperatura
-comparsa di colorazione rossastra nel fogliame più giovane
-imbrunimento alla base dei fiori
- maculature brunastre sui fiori (specie su Phalaenopsis dove le macchie si formano irreversibilmente dopo solo 4 ore a temperature molto basse, inferiori ai 4°C)
dovute a Temperature troppo basse.

Tuttavia la maggior parte delle orchidee attualmente coltivate è sotto forma di ibridi che si adattano a condizioni di temperatura diverse, ma non troppo da quella originaria.

Informazioni tratte da: Elicrisio
 

 

La proprietà di testi e immagini è indicata di caso in caso.
Realizzazione a cura degli allievi del Corso Multimediale del CTP per l'a.s. 2008/2009.
Data ultima pubblicazione: febbraio 2009