Exilles, l’antica Excingomagus ricordata da Plinio e Strabone, ha sempre
avuto molta importanza per la sua posizione strategica, in quanto è posta al
centro di una gola dove la valle si restringe, offrendo magnifiche possibilità
di difesa. L'altura rocciosa che si trova in mezzo a tale strettoia e su cui
sorge il Forte, rivestì fin dall'antichità notevole interesse militare.
Purtroppo il succedersi su questa rupe di costruzioni continuamente modificate,
fino ad alterare lo stesso aspetto della rocca, impedisce di risalire alle
fortificazioni più antiche, che certamente dovevano esistere. La chiesa
parrocchiale di Exilles, intitolata a S. Pietro apostolo (secolo XI), è ornata
da un bellissimo portale gotico. Il campanile, di-segnato dagli elementi in
tufo, presenta archetti pensili e lesene an-golari; le serie di finestre,
monofore ai piani inferiori, poi bifore e trifore, sono in parte murate. Molto
interessante si rivela anche la visita alle borgate di Exilles poste sul
versante orografico sinistro della valle: ricordiamo il Cels, dove si trova un
bel Museo etnografico, e le frazioni Deveys e S. Co-lombano, ricche di antiche
fontane con teste scolpite risalenti ai secoli XVII-XVIII.Importante, a monte di
Exilles, il Colle dell'Assietta (2472 m) dove il 19luglio del 1747 si combatté
la celebre battaglia che vide la vittoria degli Austro- piemontesi contro gli
invasori francesi diretti a Torino. Tutto il crinale è occupato dai resti dei
trinceramenti settecenteschi e dalle grandi fortificazioni costruite al tempo
della Triplice Alleanza dal Genio militare italiano.
Anticamente, al centro della grande piana alluvionale dell’alta Valle,
sorgeva la stazione romana di Ad Martis, punto di raccordo della strada che si
dirigeva verso il Monginevro con quelle verso la Valle di Bardonecchia e il
Colle di Costapiana. Importante monumento è la cosiddetta Torre Saracena, torre
merlata costruita probabilmente dopo il 1339, che la tradizione locale
attribuisce impropriamente ai Saraceni. L'edificio è ben visibile dalla centrale
piazza Garambois. Oulx era sede del potere politico amministrativo dell'Escarton
d'Oulx, cioè del Delfinato cisalpino; nella torre, sede della castellania
delfinale, si notano, oltre al portale in pietra, finestre e arciere con
strombature interne, incorniciate in tufo verso l'esterno. Poco sotto sorge casa
Des Ambrois, appartenuta alla famiglia dell'o-monimo ministro di re Carlo
Alberto. Nella parte alta del paese troviamo la chiesa parrocchiale di S. Maria
Assunta; l'edificio è preceduto da un portico e reca incisa la data 1676, ma
sarebbe molto più antico, anche se della costruzione primitiva non resta più
nulla. La chiesa, che possedeva anche un campanile romanico abbattuto nel 1790
perché fatiscente, fu quasi completamente rifatta intorno al 1862. L'interno è
ricco di altari con ancona dorata, che si devono ad artisti di varia
provenienza, sia lo-cali che del Delfinato. Molto belli sono l'altare maggiore,
che reca una tela raffigurante l'Assunzione della Vergine, e quello della
cappella gotica di destra, dedicata alla Madonna del rosario. Sempre a destra
c'è la cappella di S. Giacomo, che custodisce il fonte battesimale, con vasca in
pietra e copertura lignea a tempietto. In sacrestia è conser-vato il ricco
paramento di broccato che servì per il matrimonio cele-brato in Oulx nel 1750
tra il principe Vittorio Amedeo III di Savoia e Antonia Ferdinanda di Spagna. La
storia di Oulx è profondamente legata alle vicende della sua prevostura, nata
intorno al Mille per volontà di una piccola comunità religiosa. Il vescovo
Cuniberto donò nel 1065 alla nuova istituzione quarantuno chiese, tra cui quelle
di Salbertrand, Exilles, Chiomonte, Giaglione, S. Saturnino e S. Evasio a Susa,
Foresto, Mattie, Bussoleno, Chi ano eco, Villar Focchiardo. Alcune di queste
chiese passarono in seguito sotto il potere dell'abbazia di S. Giusto di Susa.
Dopo il 1450 l'indipendenza della prevostura cessò per lasciare il passo ad una
semplice commenda. Oggi la chiesa del S. Cuore, nei pressi della stazione
ferroviaria, è chiamata badia di Oulx, ma impropriamente, perché la chiesa
prevosturale, in rovina, fu definitivamente abbattuta alla fine del secolo
scorso. La chiesa attuale, rifatta in stile barocco, è officiata dai salesiani e
sostituì quella di SS Pietro e Giusto, fatta forse costruire dalla contessa
Adelaide intorno alla metà dell’XI secolo. TORNA SU
Sestriere si può oggi considerare, con le sue importanti piste di discesa e i
suoi rinomati alberghi, una tra le più note stazioni invernali del mondo. Il
nuovo borgo nacque nel 1934 – 35 per iniziativa del senatore Giovanni Agnelli,
presidente della Fiat. Caratteristiche e conosciute in tutto il mondo le due
Torri dei vecchi alberghi Duchi d’Aosta, gli edifici delle stazioni delle
Funivie e l’architettura fiabesca del grande Albergo Principi di Piemonte.
Importante centro turistico invernale, occupa la grandiosa conca ad
anfiteatro alla confluenza delle valli di Melezet, della Rho, del Fréjus e di
Rochemolles. La Parrocchiale di S. Ippolito fu riedificata nel 1832 e consacrata
nel 1833, dopo che l'antica, dedicata a S. Maria, era crollata nel 1806; di essa
rimane soltanto il campanile romanico. La parrocchiale ven-ne ampliata nel 1964
con il transetto sinistro. Nel suo interno si conservano interessanti opere
d'arte. Gli stalli del coro provengono dall'abbazia di Novalesa e risalgono alla
metà del XV secolo; sono in noce scuro, sormontati da figure di santi, di
profeti e dall'Annunciazione a vivaci colori, contornati da iscrizioni gotiche.
Furono acquistati dal parroco don Vachet quando l'abbazia della Novalesa venne
soppressa, all'inizio del secolo scorso. Il fonte battesimale, realizzato con
marmo di Melezet, è ornato con gli stemmi di Bardonecchia, del Delfino e dai
gigli di Francia scolpiti. Sovrasta il coro l'ancona di S. Ippolito, con una
grande cornice in legno dorato, opera della scuola di intaglio di Melezet
(1560). Accanto alla canonica esiste tuttora l'ex cappella di S. Ippolito, oggi
trasformata in abitazione privata, che dal 1806 al 1833 venne utilizzata per le
celebrazioni liturgiche in luogo della parrocchiale crollata.Accanto ad un bel
portale in pietra del '700, in piazza della Chiesa, troviamo il Museo Civico di
Bardonecchia, nel quale si conservano numerose testimonianze del lavoro
quotidiano e della vita religiosa, nonché rari oggetti dell'artigianato locale.
L'area di Bardonecchia presenta alcune tracce di antichi castelli; possiamo
ricordare il castello di Bramafam, oggi scomparso, citato in un documento del
XIV secolo: il nome è stato ereditato dall'importante fortificazione
ottocentesca sorta sull'omonima collina per difendere l'imbocco del traforo
ferroviario. Il castello dei signori de Bardonisca, situato in Borgo Vecchio, è
solitamente ricordato come Tour d'Amount: di esso rimane una piccola parte del
torrione centrale e le fondamenta di torricelle angolari. Infine un edificio di
architettura tipicamente alpina in vicolo delle Torri era presumibilmente sede
del potere civile; il suo interno è arricchito da fregi di varia natura: armi,
insegne, merlature guelfe.Per quanto riguarda le opere moderne non è da
trascurare una visita al portale della Galleria ferroviaria del Fréjus (via
Rochemolles), che fu il primo traforo ad attraversare la catena delle Alpi per
unire Bardonecchia con la città di Modane in Savoia. Il tunnel, lungo poco più
di 13 chilometri, richiese tredici anni di lavori e fu aperto all'esercizio
commerciale nel 1871. Nel 1980 è stato affiancato dal traforo autostradale che
corre per buona parte parallelo all'antica galleria ferroviaria. TORNA
SU
Altitudine: 1461 m
Superficie: 3,98
Abitanti: 61
Distanza da Torino: 68 Km
Territorio: il paese è abitato durante l’inverno da meno di dieci persone mentre
durante l’anno si popola fino ad arrivare a 61 residenti. Inoltre ogni fine
settimana è meta delle uscite dei Torinesi e anche di qualche francese. Da
novembre a maggio rimane chiuso e inagibile, dunque è impossibile salire ed
arrivare in Francia. Celebre è la famosa diga del Moncenisio. Luoghi di interesse: Chiesa di San Giorgio
Antico Grande Frassino di fronte alla chiesa: albero “della libertà” del 1794
Colle e diga del Moncenisio Monte Lamet (3478 m)
Altitudine: 352 m
Superficie: 23,26 Kmq
Abitanti: 10.720
Distanza da Torino:
25 Km
Territorio: la città è all’imbocco della val di Susa. Nell’anfiteatro
delle colline moreniche sono situati i due laghi (Lago Grande e Lago Piccolo) di
origine glaciale. Luoghi di interesse: Il Castello: Castello Sabaudo già
fortificato all’epoca romana. Venne distrutto nel 1691.
Casa Senore: conosciuta
anche come Casa del Vescovo, risale al 1300.
Torre dell’Orologio: edificato nel
1330 l’orologio pubblico fu il secondo in Italia ad essere costruito dopo quello
di Sant’Eustorgio a Milano.
Santuario della Madonna dei Laghi: costruito tra il
1622 e il 1642 sul luogo di un antico pilone votivo è meta di pellegrinaggio dal
1300.
Il Lago Grande e il Lago Piccolo: il Lago Grande, di forma elittica, di
origine glaciale è alimentato da sorgenti subalvee e dall’emissario del Lago
Piccolo.
Da vedere le chiese di San Giovanni Battista, di Santa Croce e di San
Pietro. TORNA SU
Altitudine: 356 m
Superficie: 5,59 Kmq
Abitanti:
4.000
Distanza da Torino: 28 Km
Territorio: situato all’imbocco della val di
Susa, sulla destra della Dora Riparia, il paese è situato ai piedi del monte
Pirchiriano sulla cui sommità sorge la Sacra di San Michele. Luoghi di
interesse: Ruderi del castello: a monte del paese
Chiesa di San Giovanni
Vincenzo: del XVIII secolo con campanile romanico del 1000
Sacra di San Michele:
imponente abbazia medievale del X secolo
Altitudine: 378 m
Superficie: 6,03 Kmq
Abitanti: 1900
Distanza da Torino: 31 Km
Territorio: Comune
della bassa Val di Susa collocato al centro della valle sulla sponda destra
della Dora Riparia. Il territorio del comune risale il versante destro della
valle fino alla Val Sangone. Luoghi di interesse: Chiesa di San Pietro Apostolo
Resti delle mura Clusae: esse anticamente sbarravano l’accesso alla val di Susa
TORNA SU
Altitudine: 380 m
Superficie: 7,08 Kmq
Abitanti: 1450
Distanza da
Torino: 34 Km
Territorio: L’insediamento di Vaie ha origini che si perdono nella preistoria:
si tratta infatti di un importante stazione neolitica, venuta alla luce nei
primi anni del secolo. L’attuale centro abitato comprende la chiesa di Santa
Margherita (1856) e il santuario di San Pancrazio, risalente all’XI
secolo.
Altitudine: 380 m
Superficie: 10 Kmq
Abitanti:
4.000
Distanza da Torino: 35 Km
Territorio: il paese è situato sul versante
destro della Dora Riparia Cenni storici: le prime fonti scritte si riferiscono a
un documento datato 1043, per una donazione fatta ai canonici di Sant’Antonino
di Noble Val di alcune proprietà della contessa Adelaide di Susa presenti nel
borgo di S. Agata, fra questi una chiesa. I beneficiari della donazione
dedicarono a S. Antonino la chiesa e in seguito il nome del santo fu attribuito
all’intero paese che in precedenza si chiamava Sant’Agata. Il documento
rappresenta la più antica testimonianza della fondazione di una chiesa
parrocchiale in Val di Susa. Luoghi di interesse: Chiesa di Sant’Antonino:
campanile romanico dichiarato monumento nazionale
Palazzo del municipio
Cappella
di S. Antonio
Cappella di San Rocco
Cappella della Maisonetta
Castello Biglia (privato) TORNA SU
Altitudine: 450 m
Superficie:
26,63 Kmq
Abitanti: 2450
Distanza da Torino: 39 Km Luoghi di interesse: Chiesa
di Santa Maria Assunta: stile barocco del 1722
Casaforte detta Palais
Certosa di
Montebenedetto
Certosa di Banda Cascina Roland: conserva un masso
erratico che la tradizione vuole spezzato dalla leggendaria spada di Orlando.
Ai piedi del monte Musinè (1150 m) sorge il paese di Caselette, dominato dal
Castello del Cays di Pierlas, uno tra i più antichi della valle. Si ipotizza che
la sua edificazione risalga al periodo arduinico (X secolo), quando Caselette
era un centro di raccordo importante con la pianura torinese. Prese la struttura
attuale sotto i conti Cays (XVIII secolo), che lo ampliarono con nuove ali e
l’aggiunta di un giardino all’inglese. Poco lontano, presso il bosco alle falde
del Musinè, vi è il castello di Camerletto, un tempo parte di tenuta agricola di
proprietà dell’Abbazia di Novalesa. La Torre, ora in rovina, reca traccia di
ristrutturazione relativamente recente, in particolare nelle finiture delle
finestre e degli spigoli esterni. Il Musinè è considerato il “monte magico”
della valle: molte sono le leggende fiorite attorno a questa montagna
caratteristica, dai racconti entità malefiche e contatti con gli Ufo, alla
descrizione di strane processioni che si svolgerebbero in fondo alle sue gole in
determinati periodi dell’anno. Presso Caselette sono venuti alla luce i resti di
una grande villa romana del I-II secolo d.C. edificata in tre diverse fasi
costruttive. TORNA SU
Altitudine: 364 m
Superficie: 17,91 Kmq
Abitanti: 5600
Distanza da Torino: 27 Km
Territorio: posizionato sulla sinistra olografica
della Dora Riparia, occupa una posizione strategica per le comunicazioni tra la
Val Susa e il canavesano, raggiungibile attraverso il Col del Lys.
Luoghi di
interesse:
Complesso Castrale di San Mauro: del XII secolo (proprietà privata)
Castello di Milanere: risalente al 1338 (proprietà privata)
Chiesa di San
Mauro: risalente al 1684
Antica chiesa di Santa Maria o Villa Romana (I a.C. III d. C): scavi in corso (non ancora visitabile)
Pista Tagliafuoco da Almese
a Caselette
Altitudine: 367 m
Superficie: 5,64 Kmq
Abitanti: 2200
Distanza da Torino:28 Km
Territorio: situato sul versante sinistro della Val di Susa, sopra uno sperone
di roccia a monte della Dora Riparia. Luoghi di interesse: Castello di Villar Dora: risalente al 1298
Parrocchiale dei Santi Vincenzo e Anastasio
Cappella di San Pancrazio: ha affreschi interni databili al XV e al XVI secolo
Torre del Colle: fortificazione medievale
Altitudine: 374 m
Superficie: 16,35 Kmq
Abitanti: 1800
Distanza da Torino: 35 Km
Cenni storici: scarse sono le informazioni sulla
storia di Caprie fino al XVIII secolo. Da ritrovamenti avvenuti nella torbiera
nei pressi di Novaretto, riferiti a resti di un insediamento palafitticolo, fa
ritenere che il territorio fosse abitato già nell’era del bronzo. Conosciuto
come Capriana nel 973, il paese di Caprie viene indicato col nome di Caurum in
un diploma imperiale del 1001; una nuova denominazione viene usata nel 1147 in
un documento nel quale Amedeo III di Savoia dona il borgo di Cauriae all’Abbazia
di San Giusto di Susa. TORNA SU
Altitudine: 376 m
Superficie: 71,33 Kmq
Abitanti: 4300
Distanza da Torino: 33 Km
Territorio: sorto nel 1000 sulla
riva sinistra della Dora Riparia, il suo territorio è uno dei più estesi della
valle, e comprende l’intero bacino del Torrente Gravio, affluente della Dora
Riparia. Luoghi di interesse: Il Castello del Conte Verde: secolo XIV (in foto)
Cappella della Madonna
del Castello: edificata tra il XVII e XVIII secolo
Parrocchiali di San Rocco
(epoca medievale), di San Pietro, di San Saturnino (1781) e di San Grato
Campanile romanico
Chiesa di Santo Stefano
Santuario della Madonna degli
Angeli: a quota 1898 m
Altitudine: 394 m
Superficie: 5,01 Kmq
Abitanti: 2550
Territorio: Borgone di Susa è citato per
la prima volta nel 739 nel testamento di Abboniano con il nome di Borgonum tra i
paesi donati all’Abbazia della Novalesa. Nell’anno 1030 Olerico Manfredi lo cede
all’Abbazia di San Giusto a Susa. Luoghi di interesse: Cappella di San
Valeriano: XI secolo
Il Maometto: edicola scolpita sulla parete di un grosso
masso
Parrocchiale di San Nicola: stile barocco del 1770
Villa Montabone:
oggi sede del comune, risale al XVII secolo TORNA SU
Altitudine: 455 m
Superficie: 12,35 Kmq
Abitanti: 1350
Distanza da Torino: 43 Km
Territorio:
si adagia sulla sponda sinistra del fiume Dora e si estende fino allo
spartiacque con la Val di Viù. Raggiunge la massima altitudine con i 2666 m
della Grand’Uia. Luoghi di interesse: Castello di Bruzolo: del 1100
Chiesa
di San Giovanni Evangelista: stile romanico XI secolo
Museo Etnografico Bigiardi e l’antica Fucina del 1600
Altitudine: 420 m
Superficie: 19,60 Kmq
Abitanti: 1000
Distanza da Torino: 43 Km
Luoghi di interesse:
Castello di San Giorio
Chiesa di San Giorio: XI secolo, con arredi e affreschi interni
Cappella delle
Grazie: ha affreschi risalenti al XIV secolo
Cappella di San Sebastiano: ha
affreschi del XV secolo TORNA SU
Testi tratti da "Susa e la sua valle" Editrice:
SUSALIBRI Autore: Mauro Minola
La proprietà di testi e immagini è indicata di caso in caso.
Realizzazione a cura degli allievi del Corso Multimediale del CTP per l'anno
2007/2008.
Data ultima pubblicazione: aprile 2008