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pagina a cura di Mariotti Stefania

FORTE DI EXILLES E SACRA DI SAN MICHELE

Il forte di Exilles

Il Forte di Exilles , uno dei più antichi monumenti della Valle di Susa, si trova ad Exilles, in provincia di Torino, è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte. Di origini celtiche risale al 1155 quando i conti d’Albon esercitavano il controllo strategico, militare e mercantile, sulla strada del Monginevro.

Nel 1339 già presentava una struttura complessa.

Nel Cinquecento il castello è a lungo conteso da opposte fazioni cattoliche, e all’inizio del Seicento il forte viene modificato da vecchio castello a fortezza bastionata, ove ospitò tra il 1681 al 1687 il misterioso e famoso personaggio denominato “Maschera di Ferro”.

Nei primi anni del Settecento, la rocca, sotto la direzione del Bertola e del De Willencourt, subisce importanti lavori di ristrutturazione tra cui il ribaltamento del fronte difensivo verso la Francia, ulteriori modifiche vengono attuate a metà del Settecento.

Il trattato di Utrecht del 1713, trasferì la proprietà del forte dal re di Francia a casa Savoia rendendo quindi necessario il ribaltamento del fronte difensivo.

Nel 1796 in seguito al trattato di Parigi (15 maggio 1796) viene raso al suolo dai francesi. Il forte viene ricostruito con l’assetto odierno tra il 1818 e il 1829 dal Re di Sardegna (Vittorio Emanuele I), ritornato in possesso dei suoi possedimenti. Affidò la ricostruzione agli architetti Antonio Rana e Francesco Olivero, quest’ultimo tra il 1821 e 1829 nei completò la struttura.

Il forte fu disarmato nel 1915 e perse definitivamente ogni funzione militare l’8 settembre 1943 quando venne abbandonato definitivamente dai militari.

Nel 1978 la Regione Piemonte acquisisce definitivamente il forte dal Demanio militare, impegnandosi al recupero e al restauro della struttura.

Nell’aprile del 1996 viene stipulata una convenzione tra la Regione Piemonte e il museo Nazionale della Montagna CAI di Torino per la valorizzazione, gestione e promozione del forte che viene aperto al pubblico l’8 luglio del 2000. Al suo interno sono visitabili due aree museali e due percorsi guidati del complesso architettonico.
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La Sacra di San Michele

La Sacra d San Michele è collocata sul monte Pirchiriano all’inizio della Valle di Susa. E’ il monumento simbolo della Regione Piemonte.

Recentemente ristrutturata, è affidata alle cure dei padri Rosminiani.

In epoca romana, dove ora sorge l’abbazia, esisteva un presidio militare che controllava la strada verso le Gallie. In seguito anche i Longobardi installarono un presidio come baluardo contro le invasioni dei Franchi.

Lo storico più antico fu un monaco Benedettino, Guglielmo, che scrisse il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa intorno alla fine del XI secolo.

Secondo quanto scrisse la costruzione della Sacra iniziò sotto il pontificato di papa Silvestro II (999-1003).

L’origine vera e propria della costruzione risale al tempo in cui visse Giovanni Vincenzo (fine X secolo e inizio XI secolo), fu progressivamente ampliata.

Nei decenni successivi la struttura, affidata ai Benedettini, si sviluppò progressivamente dando asilo ai pellegrini e protezioni alle popolazioni della zona.

Nel XI secolo fu costruita la foresteria, edificio staccato dal monastero in grado di accogliere i numerosi pellegrini che percorrendo la via Francigena trovavano ristoro fisico e spirituale.

Tra il 1015 e il 1035 il cenobio ebbe un notevole sviluppo grazie all’abate Adverto di Lezat chiamato da Ugo di Montboissier. Il nuovo monastero, oggi in rovina, aveva tutte le strutture necessarie alla vita di molte decine di monaci (celle, biblioteca, cucine, refettorio, officine). Edificio a cinque piani su cui svetta la torre della Bell’Alda, oggetto di una suggestiva leggenda: la Bell’Alda volendo sfuggire dalla cattura di alcuni soldati si ritrovò sulla torre e dopo aver pregato disperata preferì gettarsi nel burrone, miracolosamente rimase illesa. La leggenda vuole che per dimostrare ai suoi compagni quanto le era successo tentò nuovamente il volo dalla torre ma questa volta ne rimase uccisa.

L’abate Ermengardo tra il 1099 al 1131, che resse il monastero, fece realizzare il basamento su cui poi fu costruita la nuova chiesa, lavoro che richiese molti anni e fu interrotto più volte a causa delle difficoltà incontrate, in particolare richiese molto tempo la costruzione del basamento e delle absidi. Tutto questo ha comportato il sovrapporsi di stili di architettura diversi. TORNA SU oppure per maggiori informazioni sul paese di Chiusa San Michele clicca QUI

Informazioni tratte da Wikipedia e cmavs

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Data ultima pubblicazione: aprile 2008